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Luciano Longo ha dedicato alla natura morta tutta ala sua poetica d’artista, che si manifesta in un amore per il particolare, espressione di una maniera del dipingere sapiente e antica e che, pur mantenendo ed evolvendosi nel corso degli anni, resta intatta nella sua raffinatezza e nella sua complessità.

Vi è nelle sue opere un’attenzione esecutiva propria di una lentezza del dipinger, imposta non solo dalla stessa tecnica  ad olio, ma anche e soprattutto da un amore per il dettaglio che pone questo artista nel solco dei grandi maestri che lo hanno preceduto. Una lentezza alla quale è sollecitato anche lo spettatore, a cui non si chiede uno sguardo fugace ma anzi un’attenta lettura dell’opera….

                                                                                                               Maggio 2013     Fiorella Fiore.

 

 


Longo da ragazzo ha praticato il restauro dei dipinti antichi e questa attività ha segnato la sua scelta di vita, oggi molto impegnativa e controcorrente: lunghi tempi di meditazione e di stesure, con le mestiche leggere che devono asciugare… quindi produzione limitata di opere. Ma questa condizione non lo preoccupa che anzi da tempo ha fatto coincidere la pittura con la vita e, se la vita stimola il suo sguardo curioso, allora si realizza la pittura, in una perfetta circolarità!

Egli conosce lo sguardo complesso: da una parte l’atto di vedere e percepire gli stimoli luminosi, quindi l’aspetto scientifico, ottico; dall’altro la visione propria dell’artista, immagine interna della coscienza che si esprime formalmente nella originale struttura sensibile dell’opera d’arte…
                                                                                                              Luglio 2010     Laura Gavioli